LA MACCHINA DEL PARADISO

La realizzazione della Festa del Paradiso, il grandioso spettacolo che Leonardo da Vinci creò nel 1490 a Milano per le nozze Sforza D’Aragona, sarà l’evento con il quale la Fondazione Teatro Nazionale della Toscana e l’Associazione Teatro Europeo celebreranno i cinquecento anni dalla morte dell’artista scienziato: si tratterà di un allestimento diretto e progettato da Beppe Navello, capace di mettere in luce i grandi meriti di Leonardo come studioso e sperimentatore di meccanica applicata e di illuminotecnica ma anche come artista innovatore delle forme poetiche e drammaturgiche delle sacre rappresentazioni fiorentine del Quattrocento.

Vogliamo infatti ricostruire quella macchina che fece vedere agli occhi increduli dei cortigiani di Ludovico il Moro, un’illusione luminescente di paradiso artificiale, un planetario in movimento capace di ospitare in 7 tondi altrettanti attori a rappresentare i pianeti, ruotanti attorno a un Giove; e che fu arricchita da un ulteriore ingranaggio mobile con i dodici segni dello zodiaco e da una montagna sulla quale presero posto via via Giove, Mercurio, Apollo, le tre Grazie e le sette Virtù. Cioè un complesso apparato scenografico in movimento di circa 6 metri di altezza per 5 m. di profondità e 9 m. di larghezza, capace di ospitare venti attori che devono poter recitare, cantare, muoversi e danzare agevolmente.

Gli studi recenti di Luca Garai hanno descritto con dovizia di particolari il progetto leonardesco che sarà riproposto dallo scenografo Luigi Perego con la consulenza dello stesso Garai. La costruzione della macchina è affidata all’Opera Laboratori Fiorentini di Campi Bisenzio. Su quella macchina, si riproporrà il testo originale di Bernardo Bellincioni, poeta alla moda in quella fine secolo del Quattrocento, incaricato dagli Sforza di scrivere il libretto della Festa del Paradiso (Festa ossia Rappresentazione chiamata Paradiso che fece fare il signor Ludovico in laude della Duchessa di Milano, e così chiamasi, perché vi era fabbricato con un grande ingegno ed arte di maestro Leonardo Vinci fiorentino il paradiso con tutte le spere, pianeti che giravano etc.): quel libretto è stato ripubblicato, sempre nel libro di Garai mentre non si ha notizia delle musiche originali dell’epoca. Il nostro allestimento si avvarrà dunque di musiche dal vivo e commissionate per l’occasione a un importante compositore il cui nome sarà comunicato a breve: ne risulterà un’“opera” del tutto rispettosa di quello spirito che i cronisti dell’epoca ci raccontano a proposito di quella prima rappresentazione al Castello Sforzesco, nella notte del 13 gennaio 1490.

Ne risulterà una performance di circa venti minuti (la stessa durata che le cronache dell’epoca sembrano attribuire alla prima rappresentazione al Castello Sforzesco, durante quella mitica serata del 13 gennaio 1490): la pensiamo per il luglio 2019 a Firenze, destinata ai visitatori dei beni culturali che potrebbero, più volte in una stessa giornata, usufruire di uno spettacolo filologicamente ispirato all’universo poetico di Leonardo. Un contributo importante, pensiamo, alle molte iniziative che si annunciano per i cinquecento anni dalla morte e per il quale abbiamo chiesto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica. E poiché La Festa del Paradiso venne riproposta dallo stesso Leonardo ventisei anni più tardi (1516) al Castello di Amboise per Francesco I° Re di Francia, stiamo negoziando con il territorio francese della Val de Loire la presentazione dell’evento anche nei luoghi dove l’artista scienziato forse più famoso d’Italia concluse la sua vita terrena onorato e ricompensato come forse mai gli era accaduto di essere in patria.

LE SCENE di Luigi Perego

I COSTUMI di Luigi Perego